BusinessConsigliCome avviare un retail: le caratteristiche della distribuzione al dettaglio

05/01/20200

Come avviare un retail basandosi sulle caratteristiche della distribuzione al dettaglio? In cosa consiste la distribuzione al dettaglio? La distribuzione è un processo di erogazione del prodotto o servizio in vendita che dall’azienda produttrice lo fa arrivare al consumatore finale con eventuali passaggi intermedi; questa tipologia di economia è detta B2C ovvero Business To Client.

Una distribuzione al dettaglio coinvolge diversi canali di distribuzione, i magazzini, lavori di logistica per le merci e la soddisfazione delle esigenze del mercato. Per chiunque voglia avviare un retail è bene considerare l’esistenza di diverse tipologie di distribuzione, ciascuna delle quali presenta diverse caratteristiche e fa parte di diversi iter, mantenendo in comune l’obiettivo della vendita verso il consumatore finale.

Tipologia distributiva

Tra le varie distribuzioni esistenti ricordiamo la distribuzione diretta, indiretta, al dettaglio e all’ingrosso, vediamo di seguito in cosa esse consistono e perché un commerciante che ha un proprio negozio o una propria impresa, debba scegliere di aderire ad una distribuzione piuttosto che all’altra.

Ecco di seguito una spiegazione su cosa consistono la distribuzione diretta e la distribuzione indiretta:

  • Distribuzione diretta

    Se si vuol far riferimento a questa tipologia di distribuzione si devono trasferire i prodotti dai suoi produttori direttamente ai suoi potenziali consumatori. Dunque chi ha intenzione di aprire un negozio con la distribuzione diretta, deve concentrarsi sul lavoro che si svolge nei punti vendita con i suoi responsabili, i dipendenti e i collaboratori, senza considerare eventuali intermediari;

  • Distribuzione indiretta

    In questo caso i produttori seguono da vicino la produzione e l’attività industriale dei loro prodotti da commercializzare, e tali prodotti vengono poi distribuiti ai consumatori finali tramite operatori commerciali autorizzati. Con la distribuzione indiretta, gli intermediari dei produttori sono i grossisti e i dettaglianti.

La distribuzione indiretta e le sue varianti

La distribuzione indiretta si snoda dunque in due tipologie di distribuzione, ovvero distribuzione al dettaglio e all’ingrosso:

  • Distribuzione al dettaglio

    I beni o servizi offerti vengono erogati al consumatore finale con una presentazione di essi negli appositi punti vendita. In questa tipologia di distribuzione rientrano la grande distribuzione organizzata o GDO di cui fanno parte supermercati, ipermercati, grandi magazzini e discount, e poi la piccola distribuzione di cui fanno parte i punti vendita con sede fissa. Il boom dei punti vendita con sede fissa si è avuto con la nascita dei centri commerciali dove vengono ospitati diversi negozi al dettaglio che offrono prodotti o servizi di vario genere;

  • Distribuzione all’ingrosso

    Con questa tipologia di distribuzione, i prodotti e i servizi vengono erogati ad aziende che a loro volta li rivendono sia ad altre aziende che a dei consumatori.

Per quanto riguarda i canali di vendita si fa una distinzione tra canale di distribuzione corto quando i beni arrivano nel negozio al dettaglio e sono da rivendere ai clienti, e di canale di distribuzione lungo quando i beni arrivano a destinazione tramite gli intermediari.

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Come gestire un retail con la distribuzione al dettaglio: tutte le informazioni

Per capire come gestire un retail (termine inglese che tradotto vuol dire “distribuzione al dettaglio”) è bene sapere tutte le caratteristiche di questa tipologia di attività detta anche B2C, ovvero Business To Client.

Il negozio al dettaglio acquista una ingente quantità di beni dal produttore per poi rivenderli in piccole quantità ai suoi clienti, ma l’attività di vendita deve essere organizzata ed eseguita in modo molto professionale, vendendo la merce adatta ai clienti adatti, ed è per questo che un retailer deve sempre informarsi sugli stili di vita e sugli interessi commerciali dei potenziali clienti, in modo da proporre un assortimento di beni adatto.

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Adottare strategie di marketing

Un retailer deve sempre adottare delle strategie di marketing per arrivare all’obiettivo del sell out, ovvero l’uscita della merce dal punto vendita; questo vuol dire che nelle vetrine dei negozi è consigliabile esporre una grafica riguardante eventuali promozioni sulla merce in vendita, o semplicemente spiegare in poche efficienti parole, il motivo per cui un cliente dovrebbe entrare nel negozio.

Le strategie di marketing per un retailer possono essere molte e diversificate, e variano sempre in base al settore di riferimento, tra le più importanti annoveriamo le strategie di brand identity che riguardano il modo in cui un prodotto rappresenta un’attività lavorativa e viceversa; le strategie di prezzo e le promozioni che riguardano la proposta di costi vantaggiosi per determinati prodotti o servizi; strategie di visual merchandising per l’estetica delle vetrine che deve far leva sulla psicologia del consumatore, e le strategie di fidelizzazione come il nostro servizio b-more, che offre un Loyalty Program tramite cui i clienti di un negozio possono usufruire di sconti con l’accumulo di punti sulla propria tessera sanitaria, per ogni acquisto effettuato.

Il format dei temporary shops

Nel mondo dei retail esistono anche i temporary shops o pop up stores, si tratta di negozi temporanei che vengono aperti dai produttori per lanciare dei nuovi prodotti in vendita e per sponsorizzare il proprio brand in luoghi di in cui si verifica un forte afflusso di potenziali clienti, come i centri commerciali, o luoghi di transito come aeroporti e stazioni ferroviarie.

La scelta di molti aspiranti negozianti è il commercio diretto, in franchising e di tipo misto, le affiliazioni commerciali che rientrano nella modalità in franchising, rappresentano una rete di negozi tra cui retail di prodotti e servizi che hanno in comune un sistema di gestione del brand, dal punto di vista commerciale e dell’immagine aziendale; queste policy valgono per tutti i settori, dall’abbigliamento alla ristorazione, dalla tecnologia e telefonia all’hotelleria, ecc…

Come avviare un retail per assicurarsi un business duraturo nel tempo?

Nella maggior parte dei casi, non ci sono delle sicurezze per guadagnare bene con un negozio, nemmeno per un negozio on line, anche se il franchising risulta essere la soluzione che permette di investire di meno e di reperire una guida su come impostare il lavoro, da parte dell’azienda cui il proprio negozio fa riferimento.

In generale, i negozi che vendono oggettistica, abbigliamento e prodotti elettronici, hanno spesso a che fare con una distribuzione internazionale, mentre invece i retail che vendono prodotti alimentari o generi deperibili non hanno a che fare con intermediari ma si riforniscono direttamente dai produttori.

Concludiamo che per avviare un retail si può fare riferimento a tre tipologie di negozi: il negozio fisico, il negozio on line o e-commerce, e il negozio che può essere sia fisico che on line, e che lavora anche sotto forma di home delivery, ovvero con la consegna a domicilio.

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